Estratto di un'intervista a Bryan Danielson

Nella giornata di ieri, Chris Mueller, noto giornalista americano di Bleacher Report e già intervistato da AEW Italian Podcast, ha pubblicato un’intervista con Bryan Danielson. Nell’intervista, Bryan ha parlato del suo approdo in AEW e del suo conseguente debutto. Ha parlato anche dei suoi prossimi obiettivi e ci ha ricordato che tipo di aria tira in AEW. L’intervista è stata molto esaustiva e quindi ne riporterò le parti più salienti, se avete voglia di leggere l’articolo originale, il link sarà disponibile a fine articolo.

Quando Bryan Danielson ha fatto il suo debutto in AEW, nel PPV di All Out, è diventato uno dei più grandi acquisti mai fatti dalla AEW. Il giornalista Chris Mueller domanda subito a Bryan se ci siano stati dei fattori che abbiano influito la sua scelta di firmare per la AEW, invece che per un’altra compagnia, e lui ha risposto:

“Me lo chiedono in tanti e la verità è che non è stata una scelta facile. Diciamo che ho fatto questa scelta perché mi sembrava una cosa eccitante e, a dirla tutta, sapevo di volere qualcosa di diverso. Certe volte quando sei nello stesso posto per molto tempo, arrivi un punto in cui hai bisogno di un cambio di scenario. E’ stata una scelta difficile, perché non solo ho amici e persone a cui voglio bene in wwE, ma ho proprio parte della mia famiglia li. Credo che i prossimi anni della mia carriera saranno quelli dove darò il meglio di me e questo anche perché sento di essere in gran forma quindi voglio sfruttare ogni opportunità possibile e la AEW è il posto giusto per farlo.”

Bryan Danielson ha avuto anche modo di esprimere quali sono i suoi prossimi obiettivi, che lui stesso non ama chiamarli così.

“Ora che sono qui, ci sono delle cose che voglio fare, ma non le vedo come obiettivi che devo assolutamente fare. Prendi il G1, per esempio. A me piacerebbe partecipare al G1 ma se non potessi parteciparci per una ragione o un’altra per poi solamente combattere di fronte a 20 mila persone all’Arthur Ashe Stadium, credo proprio che non sarebbe la fine del Mondo. Ho imparato a chiedere sempre di meno e, a pensaci, meno vuoi e più il tuo benessere è raggiungibile, giusto? Quindi, teoricamente, se io non desidero affatto una macchina costosa, non ci starei male a non averla, giusto? Credo che questo sia un aspetto che mi sono portato dall’essere cresciuto in un ambiente povero, il che mi ha dato dei problemi quando ero in wwE perché sono passato per uno che non era orientato ad avere sempre degli obiettivi. Non voglio degli obiettivi prefissati, voglio solo divertirmi con delle splendide persone.

Bryan Danielson ha avuto modo anche di parlare dello spogliatoio AEW e lo ha comparato a quello della wwE e ha detto questo:

“Una delle cose più belle della AEW è che quasi tutti hanno accesso a Tony Khan. Lui è molto amichevole e approcciabile, un libro aperto sempre pronto a essere consultato. Questo non vale solo per me, anche talenti che magari ricoprono un ruolo minore nella federazione vanno da lui. Magari questa cosa non potrà funzionare quando la compagnia continuerà a crescere sempre di piu, ma una cosa è certa: lo spogliatoio è molto piu energico qui. Credo che una delle maggiori differenze con lo spogliatoio wwE sta nel fatto che qui la maggior parte dei wrestler si sente parte di qualcosa e si sente di essere parte di una rivoluzione e questa è una cosa molto bella. Questo spogliatoio pullula di giovani e molte volte mi trovo a parlare con loro per sapere cosa piace loro e cosa no. Mi piace parlare con Dante Martin e Hook, loro sanno cosa è cool mentre io sono un papa’ sui 40 anni quindi non so cosa sia “cool”. E’ anche bello vedere questo mix di persone giovanissime mischiate a veterani come Paul Wight o Christian Cage.

Chris Mueller prosegue poi chiedendogli di ripercorrere il suo debutto a All Out e lui ha risposto:

“Ero molto eccitato quella sera, c’era un’energia assurda in mezzo al pubblico e la sentivo, specialmente dopo l’entrata di Adam Cole perché l’atmosfera era così elettrizzante che si sentiva il pubblico palpitare e dire “Cosa succederà’ ora? Ci sarà dell’altro?” ed ecco che ero li ad assorbire quell’energia e poi c’era Tony che era felice come un bambino e continuava a ripetere “Questo sarà fantastico” . E’ stata un’esperienza incredibile che mi ha toccato profondamente.”

Bryan Danielson poi ha rivelato alcuni dettagli circa la sua theme song che usa elementi de “La Cavalcata delle Valchirie”, tema già usato durante la sua permanenza in wwE. Molti non sanno, però, che durante la sua carriera indie, “The Final Countdown” degli Europe era la sua theme song ed ecco come si è sviluppata la theme song in AEW:

“Ero li a scambiare idee con Tony. Avevamo preso in considerazione “The Final Countdown” ma era troppo costosa e non solo, c’erano altre implicazioni di cui non me ne intendo però so che avrebbero permesso di far usare la canzone degli Europe solamente 20 volte l’anno per svariate centinaia di migliaia di dollari. Ovviamente questa è una cosa che non va per me. Quindi ho sentito un mio amico, il compositore Elliott Taylor, gli ho detto cosa avevo in mente e nel giro di tre giorni ha composto la theme song con cui sono entrato. Questo brano mi piace un sacco perché incorpora anche un coro che i fan urlavano quando combattevo nelle indie e mi piacerebbe sentire i fan fare quel coro di nuovo.

Chris per finire domanda chi, secondo lui, rappresenta il futuro del pro wrestling:

“Dire un solo nome sarebbe difficile, perché la AEW ha un sacco di promesse al momento però posso dirti che MJF è uno che ci sa fare al microfono e il suo stile dipende molto dallo storytelling. Darby Allin, invece, ha una mente molto intelligente per quanto riguarda il wrestling ed un ottimo equilibrio nel fare cose da pazzi e creare uno storytelling eccellente. Ho visto Darby combattere nella Evolve e ho pensato “Ah..questo ragazzo sa intrattenere” e non avrei mai pensato che lo avrebbero inserito in un contesto televisivo. Ho parlato con lui un paio di settimane fa e ho avuto modo di carpire quando lui fosse guidato da obiettivi e concentrarsi su quello mentre io invece sono l’esatto opposto ed è bello vedere questa varieta’.”

Fonte: Intervista originale di “The Doc” Chris Mueller

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