Hikaru Shida e le difficoltà in AEW

L’ex campionessa del mondo AEW Hikaru Shida ha recentemente scritto una rubrica per Weekly Pro Wrestling, famoso settimanale giapponese che affronta a 360 gradi gli aspetti riguardanti questa disciplina.

All’interno dell’a
rticolo, Shida ha raccontato quelle che sono state le sfide che sia lei che altre lottatrici Joshi hanno dovuto affrontare in All Elite.

“La mia sensazione è che per le lottatrici giapponesi l’ostacolo da superare, per lavorare in AEW sia diventato molto più grande” Shida ha scritto. “La causa principale è dovuta al disastro causato dal Coronavirus che non è ancora vicino dall’essere superato. Un altro fattore è dovuto alla divisione femminile, che è cresciuta veramente tanto in quest’ultimo anno.”

“La All Elite Wrestling è un’organizzazione in continua evoluzione e i lottatori vanno e vengono molto velocemente. TV e YouTube. Se state seguendo la AEW su FITE TV o YouTube, saprete che la divisione femminile, in modo particolare, ha avuto un grande incremento nel numero di giovani capaci e dinamici, in quest’ultimo anno.

“Al momento del debutto, la divisione femminile AEW si poggiava pesantemente sulle professional wrestler giapponesi, e questo era uno dei punti di forza della divisione. Ma è stato così solo per un breve periodo dopo il lancio del programma. Al giorno d’oggi essere una lottatrice giapponese non è più un vantaggio come all’inizio.”

Proseguendo ulteriormente sul motivo per cui essere una lottatrice di Joshi non è più un vantaggio, Hikaru Shida ha raccontato come lei stessa stava “lottando per sopravvivere nell’attuale All Elite.”

“Invece di un vantaggio, è diventato un grande handicap in termini di barriera linguistica, ed è diventato complicato ottenere un visto di lavoro a causa del Covid” Shida ha rivelato. “Io stessa non faccio eccezione in questa situazione, nonostante componente della All Elite Wrestling fin dalla sua nascita ed ex Women’s Champion, sto lottando per sopravvivere nell’attuale AEW.”

“In AEW, c’è un alto grado di libertà per i performer, ma è anche vero che a causa di questo, tutto quello che fanno è una loro responsabilità. Per esempio, non c’è praticamente nessun aiuto da parte dell’organizzazione nel trovare un luogo in cui vivere, anche se sei giapponese. Così è stato per me.

“Quindi quando ho sentito che Sakura-san (Emi Sakura) si stava trasferendo negli Stati Uniti mi sono preoccupata. Ho studiato inglese fin da quando ero bambina, e parlo inglese meglio di quanto la maggior parte delle persone pensino, ma ho avuto ugualmente un sacco di problemi. Sakura-san, invece, era ad un livello linguistico decisamente inferiore e anche le conversazioni quotidiane erano difficili.

“Nonostante tutto, ha trovato una stanza da sola e sta cercando disperatamente di cogliere le occasioni migliori in AEW. E’ arrivata in America con una grandissima determinazione, ma non le è stata ancora data l’opportunità di prendere parte ad un incontro televisivo. C’è una battaglia davvero feroce per avere la possibilità di competere in un match e mostrare le tue abilità in ring. Questo è ciò che la AEW è diventata oggi.”

In conclusione, Shida è comunque fiduciosa che le lottatrici giapponesi torneranno alla ribalta in AEW una volta che la pandemia sarà finita.

“La AEW è un’organizzazione sempre alla ricerca di nuove opportunità, e non credo che il wrestling femminile giapponese sia scomparso da quella lista di opzioni,” Shida ha scritto. “Una volta che la situazione dovuta al Coronavirus si sarà calmata, ci sarà l’occasione per veder interagire nuovamente AEW e wrestling femminile giapponese. Detto questo, vorrei cogliere l’occasione per dire che se siete in grado di firmare un contratto, siete comunque solo all’inizio.”

Il mese scorso, Hikaru Shida è tornata in Giappone per prendersi una pausa dai suoi impegni con la All Elite. L’abbiamo vista per l’ultima volta nella puntata di Dynamite del 12 gennaio, dove ha perso contro Serena Deeb per sottomissione, vendendo un infortunio alla gamba. Shida aveva però sconfitto Deeb nei due precedenti incontri televisivi.

Thiago “The Violent Gentleman”